G124 Giambellino

“Le periferie sono il grande progetto e la sfida dei prossimi decenni. Sono la città che sarà. La parte più popolata e ricca d’energia ma anche più fragile del tessuto urbano e, soprattutto, quella che lasceremo in eredità ai nostri figli.   Quest’anno G124 si occupa del Giambellino a Milano, un quartiere in cui non è mai stata fatta manutenzione. Abbiamo ascoltato gli abitanti e individuato le scintille presenti sul territorio che possono innescare il ciclo virtuoso della rigenerazione. Abbiamo cominciato a lavorare abbattendo il muro che separava il mercato dal parco e aprendo le recinzioni che dividono i cortili dei caseggiati, creando così spazi condivisi dove incontrarsi e conoscersi; perché le barriere fisiche sono anche mentali”      Renzo Piano

L’intervento del G124 mira a sensibilizzare rispetto all’urgenza del tema delle periferie e a dimostrare come, operando dal basso, sia possibile migliorare la qualità dei quartieri attraverso interventi di “rammendo” e piccoli progetti di “innesto”. Questo approccio non ha bisogno di grandi finanziamenti e di grandi progetti di pianificazione: nasce nel quartiere e opera per mezzo di microcantieri partecipati.

I punti di “innesco della proposta per il quartiere Giambellino sono:

1) Ricucire i percorsi pedonali del quartiere ‐ Un piano di rammendo dei percorsi e dello spazio collettivo a scala di quartiere che punta a riconnettere con percorsi pedonali e ciclabili le diverse aree del quartiere col Parco di Via Odazio e con le future fermate della Metropolitana.

2) Riaprire i Cortili delle case ALER Oggi i cortili del quartiere sono spazi chiusi, separati uno dall’altro da una serie di barriere che ostacolano i percorsi ed accentuano il senso di “alterità” e di segregazione dei quartieri ALER rispetto alla città. L’idea è di eliminare le barriere restituendo i cortili all’uso collettivo valorizzandone la bellezza e la qualità ambientale ed arricchendoli con servizi a scala di quartiere (Sportelli unici comunali, asili di quartiere, centri anziani, sedi staccate biblioteche, lavanderie). Per fare questo occorrerà ridare ad ogni vano scala un suo spazio privato a tutela della privacy degli abitanti.

3) Il Mercato Comunale come innesco per il rammendo del quartiere. Il Mercato Comunale può diventare un nucleo di centralità per il quartiere. In questa ottica occorre che le tradizionali attività commerciali si arricchiscano di funzioni collettive legate al tempo libero, all’intrattenimento dei giovani, alla formazione, all’aggregazione sociale, a sedi di associazioni e spazi multifunzionali per eventi, attività culturali che lo rendano centrale ed animato a tutte le ore. Perché questo avvenga è necessario che il mercato si apra verso il Parco e sia completato con attrezzature e nuovi spazi destinati alle nuove funzioni.

La demolizione del muro sud del mercato con l’apertura di un nuovo ingresso e la realizzazione di una pedana esterna per attività sociali è il contributo fisico e simbolico del G124 all’inizio di questo processo di trasformazione.

4) Il Parco di via Odazio come tessuto connettivo del quartiere – Il Giambellino non ha una piazza.  Oggi il parco di via Odazio è un luogo frammentato da recinti che non riesce ad esprimere il suo potenziale di bellezza e fruibilità.   Perché il parco possa diventare il luogo della centralità del quartiere è necessario che il verde esistente vengano valorizzato, reso fruibile e liberato dai recinti.   Le funzioni pubbliche oggi esistenti nel parco (Laboratorio di Quartiere e Biblioteca) potranno essere potenziate con addizioni edilizie ed interconnesse attraverso piccoli cantieri di completamento e rifunzionalizzazione.

5) Gli architetti condotti e l’approccio dal basso – L’individuazione di questi temi di progetto è il risultato del lavoro nel quartiere dei 4 giovani architetti G124 che hanno maturato queste proposte dando voce alle indicazioni e agli stimoli degli abitanti e delle associazioni operanti sul territorio: un processo durato un anno e che ha avuto l’obiettivo di individuare i punti “sensibili” del quartiere dove intervenire ed in cui anche un modesto investimento fosse efficace.

6) Utilizzo di sistemi diagnostici avanzati e microcantieri di manutenzione – L’utilizzo di sistemi diagnostici avanzati ( termografia, analisi chimicofisica degli intonaci e delle murature) ha permesso di valutare la sostanziale integrità edilizia di molte delle residenze Aler ed ha permesso di valutarne positivamente la opportunità di una ristrutturazione edilizia e tecnologica.     Si sono inoltre individuate possibili strategie per la messa a norma degli alloggi ed il miglioramento funzionale ed energetico degli edifici.    In quest’ottica gli interventi strutturali potrebbero essere affiancati da microcantieri e forme alternative di manutenzione che coinvolgano giovani imprese e artigiani locali. Il G124 ha prodotto su questi temi un manualetto dal titolo “Piccoli consigli per il rammendo: riparare, mantenere e abitare in periferia” che abbiamo consegnato agli abitanti del quartiere.

Il Rammendo delle periferie può diventare un nuovo settore economico ed una risorsa per la creazione di posti di lavoro e nuove professionalità.

articolo di Ottavio di Blasi

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