Gli strumenti di partecipazione


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La partecipazione degli abitanti e della rete locale di associazioni e comitati al percorso progettuale è uno degli elementi fondamentali che connotano il lavoro del G124 sulle periferie.   Le fasi preliminari sono state dedicate all’individuazione delle componenti attive nel quartiere, le cosiddette “scintille”: comitati, operatori locali, associazioni impegnati nel fornire servizi e nell’organizzazione di attività sociali e culturali, che hanno supportato il lavoro del gruppo di progettisti (riportate nella sezione del sito “associazioni”).

Le “scintille” hanno contribuito attivamente al processo di elaborazione del progetto preliminare e alla definizione delle linee guida di intervento nel quartiere.   Ogni interlocutore attivo ha portato la propria competenza e un bagaglio di informazioni tecniche e pratiche utili a configurare una mappa dei bisogni: in questo modo si è costituito un tavolo di lavoro aperto e interdisciplinare.

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Operare in un contesto sociale variegato per culture e problematiche ha richiesto una fase di ascolto e osservazione prolungata e ha significato, dal punto di vista progettuale, un impegno nella restituzione dei contenuti e dei dati tecnici con strumenti semplici e comprensibili a interlocutori non tecnici.   Sono stati impiegati diversi strumenti di coinvolgimento e partecipazione sia per l’indagine sui bisogni e sulle priorità, sia per la proposizione di soluzioni progettuali; strumenti di individuazione di criticità e potenzialità formulati con domande aperte, discussioni pubbliche e tavoli di progettazione specifici per i diversi temi del progetto.

In particolare il processo di partecipazione si è concentrato su tre ambiti di progetto e sui relativi interlocutori:

  1. il mercato comunale e le sue relazioni con il quartiere, lavorando con il Consorzio dei Commercianti che ha già avviato un percorso di formazione per il commercio di prossimità a responsabilità sociale, grazie all’associazione culturale Dynamoscopio, che ha sede nel mercato e ha innescato dinamiche di cambiamento volte a favorire il mercato comunale nella competizione con la grande distribuzione e a farne una polarità culturale oltre che commerciale.
  2. i servizi al cittadino, biblioteca e laboratorio di quartiere, lavorando con la rete di associazionismo locale e con gli operatori sociali impegnati in diversi settori : dall’aggregazione dei giovani nelle attività extra-scolastiche (Centro di Aggregazione di via Bellini, Save the Children), alla scuola di italiano per stranieri e alle attività rivolte agli anziani e alle fasce sociali più fragili. Con tutti questi soggetti è stato avviato un percorso per individuare le esigenze legate agli spazi dove questi servizi si attivano e un tavolo di discussione e progettazione per focalizzare il possibile sviluppo dei servizi e delle attività di micro-impresa nel quartiere.
  3. i cortili e le residenze, collaborando con i comitati di abitanti e le nuove forme di autogestione, che sono nate spontaneamente in un contesto di carenza di manutenzione e frammentazione sociale. In questo ambito si sono indagati soprattutto i concetti legati all’abitare, alla gestione degli spazi condivisi semi-pubblici e all’individuazione delle priorità di intervento con gli strumenti dell’analisi diagnostica e della micro-manutenzione.

Nei tre ambiti di intervento gli interlocutori attivi hanno riportato informazioni ed esperienze concrete:

  1. Il consorzio dei commercianti ha portato l’esperienza dei mercati rionali come forma di commercio al dettaglio interconnessa alla vita del quartiere e le opportunità di rigenerazione e differenziazione rispetto alla GDO.
  2. Gli operatori nell’ambito dei servizi (biblioteca, servizi sociali e al cittadino, strutture aggregative e culturali, organizzazioni come Emergency e Save the Children) hanno fornito dati quantitativi e qualitativi sulla tipologia di utenti, sui bisogni diffusi e sulle criticità e risorse delle strutture e del servizio stesso.
  3. I comitati e gli abitanti hanno riportato la loro esperienza diretta legata alla manutenzione e all’auto-organizzazione e le loro percezioni legate alle culture dell’abitare, al concetto di soglia tra pubblico e privato e alle relazioni spaziali e sociali nei luoghi di condivisione come i cortili.

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Poster per la raccolta di idee progettuali per il mercato realizzato insieme al Consorzio Commercianti del Mercato Lorenteggio.

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Materiale lasciato ai partecipanti del laboratorio di progettazione partecipata del mercato

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Gioco collettivo sul possibile mix di funzioni connesse al mercato e compatibilità delle attività nelle diverse fasce orarie

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La fase partecipativa e quella progettuale non sono state distinte e sono confluite l’una nell’altra, restituendo di volta in volta ai diversi soggetti partecipanti i risultati delle indagini e le scelte progettuali come risultato dei tavoli di progettazione: questo ha permesso di “tenere agganciati” al progetto tutti gli interlocutori che hanno potuto dare un contributo continuativo all’elaborazione progettuale riconoscendosi in essa.

Discutere del futuro del quartiere insieme agli abitanti e agli operatori locali ha significato aprire un interessante dibattito sulle diverse visioni che ognuno ha riguardo alle possibili soluzioni dei problemi di emarginazione e al potenziale sviluppo delle tante risorse umane e intellettuali messe in campo quotidianamente per far fronte a questi problemi e superarli.

Di seguito alcuni esempi degli strumenti di comunicazione usati per rendere alcuni aspetti tecnici del progetto comprensibili agli interlocutori.

Schema di utilizzo degli spazi annessi al mercato nelle diverse fasce orarie

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Visualizzazione degli obiettivi legati alla residenza e ai servizi

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L’obiettivo che il G124 si è dato è quello di mettere al servizio degli abitanti le proprie competenze per svilupparne le idee e le specificità e per costruire insieme una visione del futuro del quartiere in cui tutti potessero riconoscersi.   Il processo a cui si è dato corso ha portato risultati molto positivi: la comprensione della necessità di unire le forze e superare le differenze aderendo a un progetto più ampio e complesso, l’importanza della progettazione come strumento per affrontare la realtà e darsi obiettivi di miglioramento a breve e lungo termine, la riappropriazione di una propria personale immagine di città e del diritto a perseguirla.

Articolo di Chiara Valli

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