I cortili: la nuova organizzazione degli spazi


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Ridisegnare i cortili al fine di suddividere in modo nuovo gli spazi (privato, semi pubblico e pubblico) è fondamentale, affinché si ottimizzino le risorse economiche e si fissino delle gerarchie di spazi e di responsabilità.  Sembrerebbe infatti che oggi il binomio “civico-cortile” non favorisca quella sensazione di sicurezza che gli abitanti cercano, ma piuttosto induca abbandono e diffidenza.

La soluzione proposta è quella di unire i cortili in un unico spazio pubblico che offra le occasioni per essere più vissuto, e dunque più  presidiato e controllato dagli abitanti stessi. Inoltre, si potrebbe considerare un disegno che proponga una nuova  suddivisione dei numeri civici a seconda dei vani scale (ogni scala è un civico): così facendo, le otto o dodici famiglie di una scala sarebbero certi e autonomi nel controllo di una propria area pertinenziale, uno spazio semi pubblico, dove potere gettare la spazzature e tenere le biciclette in tutta sicurezza. Ed è così che, per evitare di penalizzare gli alloggi del piano terra affacciati sul nuovo spazio pubblico, si immaginano delle protezioni vere e proprie, costituite da spazi privati (giardini o balconi) in continuità con la quota degli appartamenti, quindi sopra elevati di 120 cm rispetto la quota di calpestio del percorso semi-pubblico centrale.

Nell’ottica di una riqualificazione anche funzionale di un quartiere urbano, è di rilevanza strategica il considerare i piani terra degli edifici residenziali come parte del progetto in quanto punto di innesco di mix funzionale e sociale.

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La miscela funzionale è infatti la componente più importante per il funzionamento di un quartiere. Questa permette che si verifichino le condizioni necessarie e sufficienti a far vivere gli spazi comuni e quindi a fare in modo che questi siano di tutti e non di nessuno.

Nella planimetria sopra riportata sono collocate al piano terra alcune funzioni sociali di aggregazione che contribuirebbero ad innescare processi di micro ricucitura sociale: un centro anziani in comunicazione con via Segneri da un lato e con il cortile dall’altro, che rappresenterebbe un nuovo luogo di aggregazione dedicato, protetto e domestico, un asilo, una lavanderia, un internet point, uno spazio giovani.

Inoltre, per concretizzare il mix funzionale e l’ibridazione dei servizi con la residenza, si propone di dislocare alcuni servizi bibliotecari (come per esempio l’emeroteca e la mediateca) negli appartamenti sfitti del piano terra: la biblioteca necessita infatti di un adeguamento dimensionale data la ristrettezza degli spazi.

Questa sorta di “esplosione” della biblioteca salvaguarderebbe il verde pubblico di Parco Odazio da una nuova costruzione che ne fagociterebbe una porzione consistente e contribuirebbe ad avvicinare il servizio alle persone, rendendo ancora più effettivo il progetto di una nuova biblioteca di quartiere.

Articolo di Alberto Straci

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