Le residenze Aler e i cortili

tav.cortili

legenda tav.cortili

Nel quartiere Giambellino, come in molti altri fondati negli stessi anni, il cortile era pensato come luogo di socialità e come soluzione spaziale per assicurare agli abitanti la massima vivibilità all’esterno in un’area che fosse considerata sicura. Una successione di edifici a stecca intervallati da cortili comunicanti. Poi, per ragioni burocratiche e per complessi meccanismi sociali, ALER ha deciso di frazionare lo spazio all’aperto secondo il binomio “civico-cortile”. Questa pratica ha fatto sì che i cortili diventassero degli spazi chiusi con vicende autonome e indipendenti dagli altri confinanti, secondo uno schema distributivo in cui tutti i civici si danno le spalle, con un solo accesso che porta a un luogo chiuso e getta lo spazio comune nell’isolamento e nell’abbandono.

Non tutti i cortili hanno subito un decadimento. In alcuni lo sforzo degli abitanti ha assicurato un decoro che faticosamente viene difeso. Ma, a parte alcuni casi virtuosi , il cortile è oggi il sintomo più eclatante di una situazione difficile. Ed tanto più spiacevole se si pensa alla cura con cui furono edificati. La distanza tra un edificio e un altro dirimpetto è di 25 metri che, rapportati ad un altezza delle case di circa 16 metri, fanno una proporzione molto generosa per uno spazio esterno ormai sempre più rara da raggiungere per gli edifici di nuova costruzione.

Scarica la mappa pdf dei cortili:

https://g124giambellino.files.wordpress.com/2015/11/tav-cortili.pdf

cortili1

cortili2

cortili3

cortili4

I cortili del Giambellino erano scenari di socialità, di un quotidiano vivace e articolato. È il cortile-piazza il fondamento di questo modello abitativo.

Il frazionamento dei cortili nasce da una politica di insediamento di gruppi eterogenei e a volte incompatibili, di utenze sempre più fragili e problematiche, che hanno frantumato i legami tra gli abitanti e innescato il declino del cortile-piazza, portando all’affermazione di quello che potremmo definire una sorte di cortile-fortezza. È il luogo chiuso all’interno del quale ci si asserraglia per proteggersi dalla diversità che segrega anziché fornire sicurezza: oggi i cortili presentano un unico ingresso e uno spazio chiuso, dove con difficoltà gli abitanti possono fruire del verde, sostare e intrattenere relazioni sociali tra loro.

Articolo di Alberto Straci

0_Stato di fatto_20150613

Annunci